Panoramica
21 Dicembre 2020
Rappresentano la base per la conoscenza del linguaggio popolare locale, insieme ad altri coevi o anche amici come Carlo Magnani (1887-1965), Luigi Battaglini (1887-1935), Pietro Maiorfi (1908-1966). Fu anche amico di Dino Fantozzi ed apprezzato da Renato Fucini (il Neri Tanfucio di fama nazionale).
Era nato nelle “Capanne”, storico e popolare quartiere, in famiglia numerosa e povera. Frequentò il Ginnasio locale dal 1903 al 1905. Non proseguì gli studi ma continuò sempre ad arricchire la sua cultura, collaborando anche a giornali locali. Nel 1912 fu assunto come impiegato in Comune, dal 1946 fino al pensionamento del 1954 fu Capo Ufficio Anagrafe.
Durante la Grande Guerra prestò servizio militare in Liguria. Furono gli anni durante i quali compose quei trecento sonetti che sono considerati un capolavoro della letteratura locale da quanti hanno scritto su di lui, come Lucia Petrocchi Corradini ne “Il toscano della Valdinievole” ed anche Carla Papini su “Nebulae” n.53 del maggio 2013, “Noartri” nei sonetti di Ivone, che suggeriamo di consultare nel link che segue, da pagina 9 a pagina 11, dove si leggono anche alcuni suoi versi: https://www.amicidipescia.it/ download/nebule/nebulae53.pdf .
Era persona semplice e cordiale. Morì nel 1978.
Diamo qui un saggio della sua poesia, l’inizio del sonetto datato 1917, Savona.
‘R NOSTRO VERNAOLO
A legge’ ‘n der vernàolo, ragazzi,
con tanti segni ‘un fate l’eccezioni:
‘un dio che l’occhio a ccorpo ‘un si strapazzi
ma po’ s’adatta e a legge’ en’ tutti bòni….
Durante il suo servizio in Liguria ebbe purtroppo molti gravi lutti, perse entrambi i genitori, un fratello morto ad un altro disperso al fronte.
Nelle biblioteche di Pescia e provincia, in prestito o soltanto in consultazione, è possibile trovare i suoi trecento “Sonetti di Ivonetto Andreucci (Ivone)” ed anche gli Atti di un Convegno celebrativo “Ivonetto Andreucci nel centenario della nascita 1890-1990”, a cura dell’Associazione “Amici di Pescia”, all’epoca presieduta dal defunto Gigi Salvagnini, e dal Rione Ferraia. Vi si leggono interventi di Gigi Salvagnini, Vincenza Papini Franchi, Lucia Corradini Petrocchi, Luciano Giannelli, Giovanni Magnani, Marco Panati (nipote di Ivonetto), dell’assessore Vittoriano Brizzi, di Tiziana Corazzi e Rodolfo Profili per il Rione Ferraia.
In appendice agli Atti vengono riportate alcune poesie – sin ad allora inedite – fatte pervenire dagli amici.
Dai titoli si intuisce il vernacolo di Ivone. ‘na specie di dedia, giu’ ‘r sipario, ‘r giardino di ‘ollodi, ‘r segreto, Ci-à corpa la luna, la Torre dell’Oriolo, Le semprici lettere della mi’ mamma, Ver che è sur core è sulla bocca, Parte ssordati, Poero te!, l’omo moderno (che inizia: A predià la pace è tempo perso, e bastan tre ciurlotti a tavolino, per mette’ sottosopra l’universo, e rovinà ‘r pacifio cittadino…).
Testo italiano e foto di Paolo Landi
La foto giovanile di Ivonetto Andreucci è tratta dalla preziosa raccolta di Roberto Maraviglia. La riproduzione del frontespizio dei trecento “Sonetti in vernacolo” è tratta dal citato lavoro di Carla Papini su “Nebulae”. Ringraziamo entrambi per le gentili concessioni.
English version below


English version (summary)
Photo-news 53: the sonnets in local dialect of Pescia city by Ivonetto Andreucci (nick name: Ivone) 130 years after his birth.
They represent the basis for the knowledge of the local popular language, together with other contemporaries or even friends such as Carlo Magnani (1887-1965), Luigi Battaglini (1887-1935), Pietro Maiorfi (1908-1966).
He was also a friend of Dino Fantozzi and appreciated by Renato Fucini (the nationally renowned Neri Tanfucio).
He composed those three hundred sonnets which are considered a masterpiece of local literature by those who have written about him. Ivonetto died in 1978.
He composed those three hundred sonnets which are considered a masterpiece of local literature by those who have written about him. Ivonetto died in 1978.
Translation by the editorial staff
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