Panoramica
12 Aprile 2020
LORENZO VIANI: UN GRANDE ARTISTA ED UNA VITA DIFFICILE. A PESCIA TROVAVA OTTIMA CARTA E TIPOGRAFIA PER LE SUE OPERE ED I SUOI LIBRI. A MONTECATINI A FIANCO DELLA MOGLIE MAESTRA. TRA FAMA E … FAME.
Un grande artista toscano, nato a Viareggio nel 1882, morto ad Ostia nel 1936 per un’asma contro la quale combatteva da tempo. Una vita tumultuosa, pittore, grafico, scultore, scrittore, poeta, eccezionale xilografo, di straordinaria efficacia ed umanità. Già famoso nel suo tempo, eppure visse in povertà: come ha sintetizzato bene Cesare Bocci sul “Cittadino” di novembre 2006, “Lorenzo Viani a Pescia: tra fama e fame”. A Pescia l’artista viareggino aveva trovato due ingredienti indispensabili per la sua arte, la carta a mano delle Cartiere Magnani e l’arte tipografica della tipografia Benedetti e Niccolai. Il terzo “ingrediente” era quello dei rapporti sociali, trovando Lorenzo Viani solidarietà negli ambienti vicini ai socialisti (ed anarchici) e frequentando la vivace Pubblica Assistenza locale.
La sua presenza è documentata per esempio da un bel disegno di “Maternità” tracciato nel “libro d’onore” della Pubblica Assistenza, con la sua firma per esteso ed una data, settembre 1922, trentesimo anniversario della fondazione, come si vede dalla foto. Delle sue difficoltà economiche e … di qualche piatto ricevuto in trattoria a Pescia, ho avuto modo di avere dirette testimonianze tanti anni fa. Politicamente “border line”, qualche anno dopo, nel 1930, lo ritroviamo sempre a Pescia ma per una conferenza organizzata al “Cinema Splendor” dagli universitari fascisti (come ricordato sempre da Cesare Bocci). Nonostante i suoi grandi successi, per esempio il progetto vincente per il Monumento ai Caduti di Viareggio (vedi foto), i suoi due giganteschi dipinti per la nuova Stazione Ferroviaria di Viareggio (nella foto “Lavoratori del marmo in Versilia, 1936, dipinto poco prima della morte), Lorenzo Viani visse con la sua famiglia in gravi difficoltà economiche fino alla fine, ottenendo perfino una elargizione di 3.000 lire da Mussolini, sia con sue richieste personali che su interessamento del “federale” di Lucca, Carlo Sforza.
A Pescia incise almeno tre “legni”, due dedicati a paesaggi sul fiume ed uno alla tavola di San Francesco, presente nella omonima Chiesa. Presento nelle foto la xilografia del Santo ed il paesaggio più rappresentativo (usato anche per il poster della mostra al Palagio del 2016).
Lorenzo Viani ebbe anche particolari rapporti con Montecatini Terme dove visse tra il 1919 ed il 1924, dove insegnava la moglie Giulia Giorgetti. A Montecatini Lorenzo Viani lavorò molto (con un intermezzo di circa un anno a Giustagnana di Seravezza). Per l’artista a Montecatini, interessanti le pagine di Pietro Pancioli su “Vacanze a Montecatini”, giugno 1986. Si ricorda che già nel 1911 aveva tenuto una mostra al Grand Hotel “La Pace”. Appartengono a questo periodo – tra l’altro – efficaci e tragiche xilografie di guerra, colorati ritratti di scolari, cinque tavole per un volumetto di poesie del 1922 di E.G. Rovai, stampato a Montecatini con il titolo “Le frondi recise”.
Testo italiano e foto di Paolo Landi.
English version below





English version (summary)
Photo-news 41: THE ARTIST LORENZO VIANI IN PESCIA AND MONTECATINI TERME
LORENZO VIANI: A GREAT ARTIST AND A DIFFICULT LIFE. IN PESCIA CITY FIND EXCELLENT PAPER AND TYPOGRAPHY FOR HIS WORKS AND HIS BOOKS. IN MONTECATINI NEXT TO THE WIFE. BETWEEN FAME AND … HUNGER.
A great Tuscan artist, born in Viareggio in 1882, died in Ostia in 1936 from asthma against which he had been fighting for some time. A tumultuous life, painter, graphic designer, sculptor, writer, poet, exceptional xylographer, of extraordinary effectiveness and humanity. Already famous in his time, yet he lived in poverty: as Cesare Bocci summarized well on the “Il Cittadino” of November 2006, “Lorenzo Viani in Pescia: between fame and hunger”. In Pescia, the artist had found two indispensable ingredients for his art, the handmade paper of the Magnani paper mills and the typographic art of the Benedetti and Niccolai typography. The third “ingredient” was that of social relations, finding the solidarity in circles close to socialists (and anarchists) and attending the lively local Public Assistance Association.
Translation by the editorial staff
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