ALLUCIO IERI E OGGI: L’ESPERIENZA VISSUTA PER IL MUSICAL DEL PATRONO DELLA DIOCESI DI PESCIA

Pescia, PT, Italia

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Non è facile rappresentare la vita di un santo vissuto quasi mille anni fa e su cui gli scritti certo non abbondano. È ancora più difficile creare uno spettacolo teatrale che riesca a centrare, in poco più di due ore, il messaggio del santo stesso e la sua contemporaneità. Non è facile, ma si può affermare senza incertezze che la parrocchia di Altopascio, con il musical “Allucio”, ci è riuscita.

Si badi bene all’espressione utilizzata: non alcuni parrocchiani, ma la parrocchia. Più di cento figuranti sul palco dello storico teatro Pacini di Pescia, altrettante persone coinvolte più o meno direttamente nelle attività di supporto e promozione dell’evento. Oltre a questi dati che restituiscono l’immagine di una comunità intera che si impegna per un fine comune, è proprio il fine a dover essere sottolineato: restituire una immagine il più fedele possibile della vita di sant’Allucio, uomo di fede che dalla campagna della Valdinievole (Campugliano nello specifico) ha saputo diventare un punto di riferimento per tutti coloro che incontrava, fossero essi pellegrini, malati, poveri o persone in cerca di Dio. Si spiegano in questa ottica gli studi storici condotti da più di un anno sulla sua figura e l’utilizzo di filmati girati nel circondario come sfondo per la rappresentazione.

La vicenda si snoda su tre archi temporali, con un ideale viaggio nel tempo che porta tre ragazzi di oggi nel XIV secolo, ossia circa duecento anni dopo la morte di Allucio. Tra canti, balli e i monologhi nel volgare proto-italiano del Trecento di un saltimbanco e della sua allegra compagnia sono state raccontate le gesta del santo, uomo mite noto come il “santo dell’accoglienza” in virtù dell’apertura con cui si relazionava a ogni uomo.

Il vescovo Filippini, che ha presenziato assieme a numerosi parroci della diocesi e alle autorità altopascesi e pesciatine alla prima delle due rappresentazioni portate in scena nello scorso weekend (12 e 13 ottobre), ha sottolineato al termine dello spettacolo come ci fossero solamente tre parole da dire: «grazie, grazie, grazie». I ringraziamenti sono stati estesi da Francesco Nuti, giovane saltimbanco, al parroco di Altopascio, don Bruno De Rosa, che si è interessato in prima persona al musical, nonché al regista, Marco Palai, e a tutti coloro che hanno collaborato nelle varie mansioni in modo da garantire una perfetta riuscita. Da fruitore dello spettacolo, anche chi scrive si associa a Sua Eccellenza e all’assessore alla cultura del comune di Pescia, Guidi, nel dare il giusto tributo a un evento che ha messo al centro un uomo che, come da etimologia del nome e sempre attingendo alle parole di Filippini, «attira a sé» non per vanagloria, bensì per un riflesso della bellezza di cui era stato inondato.

Alessio Minicozzi

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