MULATTIERA PER COLLE DEI FABBRI E SCALA SANTA

Piazzetta della Scala Santa, Pescia, PT, Italia

Reportage tratto dalla pagina Facebook “Pescia…osservatorio sulla nostra città”, per gentile concessione dell’autore e dell’amministratore.

I sentieri pesciatini nascosti di ALESSANDRO BIRINDELLI
Alla scoperta di nuovi percorsi fra le nostre colline.
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Tra il Colle Monzone di Bareglia, a nord, e il Colle Ontanatico, a sud, è situato il Colle dei Fabbri; qui sin dal XIV secolo si esercitavano le attività legate alla lavorazione del ferro, come del resto avveniva in tutto il quartiere della Ferraia. Adesso sulla sua sommità si trova la Casa di Riposo San Domenico, attiva sin dal 1891, il cui edificio fu costruito nel 1613 per ospitare il Convento delle Suore Teatine, a sostituzione di un’antica torre; nel 1673 il pittore e architetto pesciatino Benedetto Orsi ne progettò la vicina Chiesa; questa, sottoposta di recente a lavori di restauro della facciata e del portale, possiede il quadro “San Filippo Neri in estasi” di Carlo Maratta, pittore vissuto tra il 1600 e 1700; tra gli altri quadri presenti nella Chiesa alcuni sono dell’Orsi.

Il Colle dei Fabbri è raggiungibile oltrepassando il Canto di San Policronio, adiacente al Palazzo del Palagio, e superando il ponticello sul rio Santo Stefano nel punto in cui riceve il rio San Domenico (nel rio Santo Stefano confluiscono anche il fosso Monte a Pescia e il rio Tignano); da qui in poi il rio Santo Stefano decorre incanalato sottostrada fino al suo sbocco nel fiume in corrispondenza del ponte di San Francesco (il decorso sotterraneo è in un cunicolo ad archi che ne fa immaginare un utilizzo nei secoli scorsi e ne fa sperare un recupero in un’ottica di archeologia urbana). Dopo il ponticello si sale la breve mulattiera con vista sul campanile della chiesa di Santo Stefano e dopo poche centinaia di metri si giunge sulla sommità del Colle dei Fabbri.

La discesa invece si effettua sulla Scala Santa, una serie di 85 scalini in notevole pendenza e accidentati, costruiti probabilmente nei primi decenni del 1600; nella discesa osserviamo un inconsueto panorama con quattro tra torri e campanili pesciatini (Santo Stefano, San Francesco, Torre Civica e SS. Annunziata); quindi passiamo sotto l’arco e giungiamo nella Piazzetta della Scala Santa.

Tutta la zona che abbiamo percorso appare notevolmente degradata e meritevole di un intervento di restauro, soprattutto per la valenza storica della Scala Santa e della Chiesa di San Domenico.
L’area circostante la chiesa di Santo Stefano ha subito diverse modifiche strutturali; infatti nella Piazzetta della Scala Santa negli anni 30 si trovava un piccolo fabbricato con una sovrastruttura ad arco, poi demolita; lì aveva sede il circolo ricreativo “della Scala Santa”, frequentato da artisti; segni inequivocabili di modifiche murarie sono presenti infatti sulla facciata nord dell’Oratorio di Santa Lucia (per intenderci quello dove viene allestito il presepe); in linea tra il suddetto oratorio e la chiesa di Santo Stefano esisteva poi un passaggio ad apertura rettangolare per la Casa Canonica, ma esso è stato demolito nell’aprile 1940; inoltre sulla facciata nord della chiesa di Santo Stefano era stata costruita una piccola chiesa, l’Oratorio di San Gaetanino, demolito nel dopoguerra.

Testo e foto di Alessandro Birindelli.

English version below

Il Cantico di San Policronio:

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Il rio Santo Stefano:

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Mulattiera per Colle dei Fabbri:

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In lontananza Monte a Pescia:

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Il campanile della chiesa dei Santi Stefano e Niccolao:

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La vista sull’ex-castello, adesso convento “Casa di Nazareth”:

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La mulattiera:

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La facciata di San Domenico:

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L’interno di San Domenico: sotto San Filippo Neri in estasi; sopra San Domenico:

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Antico ingresso della Casa di Mendicità:

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La “Scala Santa”, da San Domenico con vista sulla città:

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Campanile di S. Stefano e di S. Francesco, Torre Civica, campanile della SS. Annunziata:

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Campanile di Santo Stefano:

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Piazzetta della Scala Santa:

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Disegno eseguito dal tecnico comunale geom. Guido Michelotti: com’era nell’anteguerra il complesso della Chiesa di S. Stefano con annessa chiesuola di S. Gaetano e l’accesso alla Casa Canonica; tratto da “Aspetti, fatti e figure di Pescia” di Lido Giusti, 1978.

Mulattiera colle fabbri scala santa pescia

English version (summary)

The hidden trails in Pescia of ALESSANDRO BIRINDELLI
Discovering new routes among our hills.

Between “Colle Monzone di Bareglia” hill, to the north, and “Colle Ontanatico” hill, to the south, there is “Colle dei Fabbri” hill; here, since the 14th century, ironworking activities have been carried out, as was the case in the entire Ferraia district. Now on its top is the San Domenico Rest Home, active since 1891, whose building was built in 1613 to house a convent of nuns, replacing an ancient tower; in 1673 the painter and architect Benedetto Orsi designed the nearby church.

The “Colle dei Fabbri” hill can be reached by crossing the “Canto di San Policronio” (a city-passage), adjacent to the “Palazzo del Palagio”, and crossing the small bridge over the “Rio Santo Stefano” creek at the point where it receives the “Rio San Domenico” creek.

After the small bridge you go up the short mule track with a view of the bell tower of the church of Santo Stefano and after a few hundred metres you reach the top of the hill “Colle dei Fabbri”.

The descent is instead made on the “Holy Stairs”, a series of 85 steep and bumpy steps, probably built in the first decades of 1600; on the descent, we observe an unusual panorama with four towers and bell towers (Santo Stefano, San Francesco, Torre Civica and SS. Annunziata); then we pass under the arch and reach the “Piazzetta della Scala Santa” square.

 

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pubblicato PerCorsi storici di ALESSANDRO BIRINDELLI e Turismo & Cultura