Foto-notizia 54: la tremenda primavera del 1965 per il “crack” della Banca Popolare di Pescia

Pescia, PT, Italia

11 Febbraio 2021

Come l’Italia sul finire dell’Ottocento con lo scandalo della Banca Romana, anche Pescia ha avuto il suo “crack” con la  Banca Popolare di Pescia nella primavera del 1965.

Penso che non sia un buon ricordo per chi visse la vicenda, ma mi pare doveroso che anche i più giovani ne siano a conoscenza, perché in ogni vicenda economico-finanziaria non si abbandonino mai i giusti controlli e non ci si affidi mai alle sole apparenze.

Un ventennio dalla fine di una brutta guerra, Pescia stava vivendo la sua fetta di “miracolo economico“. Accanto alle molteplici attività storiche da almeno una dozzina di anni aveva preso vigore la floricoltura con un’attività che stava rendendo insufficiente il Mercato dei Fiori, quello che oggi si definisce il Vecchio mercato. Accanto alle banche principali si era sviluppata una banca popolare locale, la Banca Popolare di Pescia, sede principale in Piazza Mazzini con filiali all’interno dello stesso mercato, alle Casacce, a Chiesina Uzzanese ed a Veneri. Una vita attiva e tranquilla  fino al mattino di martedì 16 marzo quando le porte della Banca furono chiuse e tutte le attività sospese. I clienti si accalcarono preoccupati davanti alle filiali, in particolare alla filiale di Piazza Grande, dove si era insediato un commissario straordinario, il rag. Giuseppe Alfieri, nominato con decreto ministeriale tre giorni prima.

La preoccupazione dei clienti era tanta, le informazioni poche; si limitavano al fatto che gli organi amministrativi erano stati sciolti e che era al lavoro un commissario per chiarire la portata di quello che appariva sin da subito un “crack“.  Di quale portata? Si parlò di un miliardo e mezzo di lire dell’epoca che potrebbero corrispondere a 16 milioni di euro di oggi. In parole povere la banca aveva la sua raccolta tra migliaia di risparmiatori ed operatori e invece di concedere prestiti e fidi  secondo le norme previste per la sua categoria aveva in realtà concentrato i fidi  su tre o quattro grosse operazioni speculative,di pessimo esito, con personaggi di Firenze, Empoli, Prato. Ci sarà poi un ovvio seguito giudiziario nei confronti della direzione, con pesanti conseguenze finanziarie però nei confronti di  bravi  concittadini che erano Soci o Consiglieri  di amministrazione, Revisori dei Conti  e che erano sempre rimasti,  secondo  il pensiero comune, all’oscuro di queste grosse operazioni distorte.

La situazione si fece da subito pesante per le conseguenze del protrarsi della chiusura  con i rischi per i depositi dei risparmiatori, con il pericolo della perdita del lavoro per gli impiegati, per gli operatori economici bloccati nella normale operatività e invitati peraltro a coprire gli scoperti.

Ci fu il rischio che per la prima volta nel dopoguerra  una Banca non venisse in qualche modo “salvata”. Presidente del Consiglio era Aldo Moro, con Emilio Colombo al Tesoro e Guido Carli alla Banca d’Italia. Poco tempo prima c’era stato il “salvataggio” dei depositi della Banca Popolare di Napoli e in quella occasione era stato detto: è l’ultima volta, mai più un intervento pubblico diretto o indiretto.

Nei mesi “caldi” della vicenda pesciatina tutti i politici locali si dettero da fare per richiedere una soluzione. Sindaco era il socialdemocratico Umberto Incerpi, vice sindaco il socialista Vittorio Taddei. La D.C. si mosse con gli esponenti locali e con il suo segretario provinciale Giovan Carlo Jozzelli. Interrogazioni in Parlamento a cura di Cariglia (PSDI), Beragnoli e Biagini (PCI).

Finalmente  il buon esito della brutta vicenda. Il giornale del  3 giugno 1965 riporta le voci di una prossima riapertura  con il subentro di un grosso istituto bancario. Presto una conferma:  l’arrivo della Banca Popolare di Novara, interessata a creare una testa di ponte per il suo progressivo sviluppo in Toscana.

Testo italiano e foto di Paolo Landi.

 

 English version below
crack banca popolare 1965 pescia
English version (summary)

Foto-news 54: the terrible spring of 1965 for the “crack” of the Banca Popolare di Pescia.

I think it is not a good memory for those who lived the story, but it seems only right that even the youngest are aware of it, so that in every economic-financial affair, the right controls are never abandoned and we never rely on appearances.

Twenty years after the end of a bad war, Pescia was experiencing its slice of “economic miracle”. For at least a dozen years, floriculture had taken effect with an activity that was making the Flower Market insufficient, what today is called the Old Market. Alongside the main banks, a local popular bank had developed, the Banca Popolare di Pescia, with its main office in Piazza Mazzini and other branches located throughout the area.
An active and peaceful life until the morning of Tuesday 16 March when the doors of the Bank were closed and all activities suspended. Customers crowded worriedly in front of the branches, in particular, the branch in Piazza Grande, where an extraordinary commissioner, rag. Giuseppe Alfieri (appointed by ministerial decree three days earlier) was at work.
There was a lot of concern from customers, little information; they were limited to the fact that the administrative bodies had been dissolved and that a commissioner was at work to clarify the extent of what immediately appeared to be a bankruptcy. Of what scope? There was talk of one and a half billion Italian lira coins at the time which could correspond to 16 million euros today.
The situation immediately became serious due to the consequences of the protracted closure with the risks for the deposits of savers, with the danger of the loss of work for the employees, for the economic operators blocked in normal operations and also invited to cover the overdrafts.
Finally the good outcome of the bad story. The newspaper of June 3, 1965, reports the rumors of a forthcoming reopening with the takeover of a large bank: Banca Popolare di Novara, interested in a progressive development in Tuscany.

Translation by the editorial staff
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pubblicato "Le foto-notizie di Paolo Landi", Banche e Turismo & Cultura