Foto-notizia 40: QUANDO BOCCACCIO CITAVA NEL “DECAMERON” IL RIO TRA PESCIA E UZZANO

Via Fiorentina, 78, Pescia, PT, Italia

BOCCACCIO E LE DUE CITAZIONI PER IL RIO DI CONFINE PESCIA-UZZANO. LA LEGGENDA DELLE PIETRE INFUOCATE.  CONFERME CHE SI TRATTA DEL “FURICAIA”.

Due i libri  dello scrittore e poeta del Trecento Giovanni Boccaccio  che citano il rio di confine tra Pescia ed Uzzano. Uno è il famoso “Decameron”, raccolta di cento novelle raccontate da dieci giovani (tre ragazzi e sette ragazze) che per dieci giorni cercarono così di svagarsi, “sfollati” in residenze campagnole, in fuga dalla Firenze colpita dall’epidemia di peste del 1348.  L’altro è un lungo dizionario geografico “De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus et de diversis nominibus maris”.

Sul  rio che scende da Uzzano, ha scritto Alessandro Riccomi su Facebook:

“Il  Furicaia  nasce poco sopra l’abitato di Uzzano Castello, da lì l’altro nome di “Rio d’Uzzano”. Scende poi a nord-ovest del nostro centro storico, attraversa la Via di S. Luca nella località detta il “casino”, perché lì si trova un importante punto di raccolta delle acque, che in passato era il “mare degli uzzanesi” tanto gradevole nelle estati torride, in cui un bagno nell’acqua fresca era davvero un toccasana. Dal “casino”, rotola giù sino alla località Querceta, divenendo linea naturale di confine tra i comuni di Uzzano e Pescia. Un grazioso ponte (nella foto) permette che l’ “erta” lo attraversi. Svolge la sua “mansione giuridica” sino all’antico accesso alla Villa del Vescovo, poi entra nel territorio uzzanese. Passa sotto la Chiesa di S. Erasmo, scorre parallelo alla Via Lucchese dapprima sul lato a monte, poi su quello a valle. Tra due alti argini di pietra, giunge al grazioso ponticello presso l’antico Mulino Bonazzi, oggi cartiera, dove ruzzola in una cascatella. Prosegue poi verso la “rotta”, parallelo alla Via di Campugliano, e sfiora a ovest l’antico ospedale di S. Allucio. Attraversa i “cigliottori”, luogo di svago di generazioni di bambini e ragazzi del Botteghino (negli anni ’30, vi fu realizzato persino un campo da pallacanestro) e, dopo due chilometri circa di percorso, sfocia nel Fiume Pescia. Il nostro rio, popolarmente “la Furi’aia”, viene citato da Giovanni Boccaccio con l’antico nome di “Cerritoio”, ricordando la leggenda secondo cui, ogni dieci anni circa, il rio erutterebbe lapilli infuocati…”

Sul web si trovano anche articoli di Alessandro Birindelli e Tiziano Storai, mentre ricordo di aver letto anche l’ipotesi che la leggenda del  rio “infuocato”  del “Decameron” potrebbe esser legata allo sfregamento delle pietre durante periodiche discese tumultuose delle acque (anche in passato esistevano “bombe” d’acqua).

Ci sono ricerche universitarie  che confermano che  il “Cerretorio”  di Izano/Izamo Castello, “quasi torrente nel contado tra Lucca e Pistoia”,  è il Furicaia.

Testo italiano di Paolo Landi.

English version below

Nella foto, di Ombretta Vellutini, l’antico ponticello sul Furicaia, alla quale ho aggiunto la tavola di Andrea del Castagno con uno dei più celebri ritratti del Boccaccio, presente agli Uffizi.  Riproduzione della mappa con il rio Furicaia dal sito del “Padule di Fucecchio” e della voce “Cerretorio”  da un’antica edizione del libro “De montibus…” di Boccaccio.

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English version (summary)

PHOTO NEWS 40: WHEN BOCCACCIO MENTIONED IN THE “DECAMERON” THE RIO BETWEEN PESCIA AND UZZANO

Two books by the fourteenth-century writer and poet Giovanni Boccaccio mentioning the border torrent between Pescia and Uzzano. One is the famous “Decameron”, a collection of one hundred stories told by ten young people (three boys and seven girls) who for ten days tried to relax, “displaced” in country residences, fleeing from Florence hit by the plague epidemic of 1348. The other is a long geographic dictionary “De montibus, silvis, fontebus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus et de diversis nominibus maris”.

On the web, there are also articles by Alessandro Birindelli and Tiziano Storai, while we memory of having also read the hypothesis of the legend of the “fiery” in the “Decameron” could be made to the rubbing of the stones during periodical tumultuous descents of the waters (also in past there were “bombs” of water). There is university research that confirms that the “Cerretorio”  near the Castle Izano / Izamo, “almost torrent in the countryside between Lucca and Pistoia”, is the Furicaia.

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pubblicato "Le foto-notizie di Paolo Landi" e Turismo & Cultura