Foto-notizia 38: LA PESTE A PESCIA E IN VALDINIEVOLE NEL 1630 e 1631.

Pescia, PT, Italia

I DUEMILA MORTI DI PESCIA IN SEI MESI, TRA  LA PRIMA E L’ULTIMA VITTIMA. FORSE UN ERRORE CLAMOROSO: AVER ELIMINATO I GATTI AVVANTAGGIANDO I TOPI, SOSPETTO VEICOLO DELL’ EPIDEMIA. L’OPERA DELLA MISERICORDIA. ALLA FINE I DIPINTI-VOTO ALLA SS. ANNUNZIATA.

La peste era comparsa in Europa nel 1628, colpì il Nord Italia  nel 1629  ed i primi casi arrivarono in Toscana,  a Prato e Firenze, nonostante le politiche di controllo messe in atto, verso la fine del 1629.

Pescia e la Valdinievole era già allertate ed  erano stati disposti controlli sulle vie di accesso ed alle porte delle città e paesi, proibiti i rapporti commerciali con Bologna (giugno 1630) e “chi poteva se ne andava dalla città per rifugiarsi in quale villa isolata” come riporta  Luca Bernardini  in ” Pescia, Città ai confini, in Terra di Toscana”, curato da Amleto Spicciani. L’autore, per i dati ed il racconto sull’epidemia, cita a sua volta gli “Annali di Pescia” di Poschi  e “Prospettive per una ricerca storica”  di Enrico Coturri. Di quest’ultimo l’osservazione più curiosa sull’errore clamoroso compiuto dai pesciatini che sterminando i gatti “avevano privato la  comunità di una difesa contro i ratti che molti ritengono portatori della malattia”.
Questo particolare e la maggiore concentrazione di popolazione a Pescia portarono infatti a circa duemila morti in soli sei mesi del 1631,  prima vittima cittadina il 24 maggio 1631, l’ultima il 27 novembre, in entrambi i casi due donne. Grande era stato l’impegno soprattutto da parte dei “fratelli” della “Misericordia” (che si muovevano con la loro tradizionale cotta e buffa, che offriva possibilità di anonimato per la loro carità cristiana e nelle stesso tempo un minimo di protezione igienica). Inoltre sin dall’inizio era stata istituita una apposita Magistratura di “Deputati della Sanità” che sovrintendeva ai controlli ma anche all’assistenza, approvvigionamento vettovaglie per gli ammalati, chiusura case degli appestati, organizzazione lazzaretti, raccolta  e sepoltura morti (eseguita anche da carcerati, allo scopo “graziati”). Le cronache citate parlano di una straordinaria processione  con il Crocifisso della Maddalena, di Messe celebrate all’aperto, di confessioni e testamenti  ricevuti alle finestre delle abitazioni degli appestati.  “Alla fine della pestilenza a Pescia, includendo anche le zone rurali, morirono quasi 2400 persone e nel resto del vicariato morirono 2516 individui. Non si conosce esattamente la flessione demografica che colpì la città, ma dovette essere molto alta: da 7142 abitanti si passò a 4399”. Ebbero meno vittime paesi che riuscirono a “isolarsi”  meglio, come per esempio Montecarlo, all’interno della sua cerchia muraria.
Ed ecco il dettaglio dei morti: Buggiano 24, Stignano 101, Borgo a Buggiano 26, Uzzano 352,  Montecatini 606,  Massa 600,  Cozzile 148,  Montevettolini 235,  Monsummano 64, Vellano 34, Castelvecchio 36, Sorana 51,  Pietrabuona 54, Pescia e piano 2339, Piana di Montecarlo 185, totale 4.855.
A ricordo della pestilenza rimangono a Pescia, tra l’altro, due grandi tele qui fotografate e che si trovano nella grande Chiesa della Santissima Annunziata (purtroppo da tempo chiusa e che viene aperta solo in rare circostanze). “La Vergine che arresta la pestilenza a Pescia”, del 1713, di Carlo Sacconi, sopra l’altare maggiore e l’altro dipinto, del Volterrano, 1677, “San Carlo Borromeo che comunica gli appestati”.
La pestilenza comportò gravi conseguenze economiche su una città che si era notevolmente sviluppata nei decenni precedenti con i suoi commerci di “Terra di confine”, cuoio, carta, vino, bestiame,  seta (filugelli, bozzoli, filati  e tessuti). “Solo nel Settecento si avranno i primi altalenanti segnali di un qualche cambiamento”.
testo italiano e foto di Paolo Landi.
Misericordia di Pescia peste 1630 a pesciapeste del 1630 a Pesciapeste 1630 a Pescia
 English version below (summary)

 Photo-notice 38: THE PLAGUE IN PESCIA AND VALDINIEVOLE ON 1630 AND 1631.

THE TWO THOUSAND CITIZENS DEAD, PERHAPS A SENSATIONAL MISTAKE: HAVING ELIMINATED THE CATS BY TAKING ADVANTAGE OF THE MICE, SUSPECTED VEHICLE OF THE EPIDEMIC. THE WORK OF MERCY (MISERICORDIA). FINALLY THE VOTIVE PAINTINGS IN THE CHURCH OF THE SS. ANNUNZIATA (CHURCH DEDICATED TO THE MADONNA).

The plague had appeared in Europe in 1628, struck northern Italy in 1629 and the first cases arrived in Tuscany, Prato and Florence, despite the control policies that were put in place, towards the end of 1629.

 

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pubblicato "Le foto-notizie di Paolo Landi" e Turismo & Cultura